Piano
Preliminare di Tutela delle Acque
Sono proseguite le attività di supporto alla redazione del Piano di Tutela delle acque.
Sono stati completati gli approfondimenti mirati alla caratterizzazione dei corpi idrici, con particolare attenzione agli aspetti quantitativi degli acquiferi sotterranei che nella regione Puglia rappresentano uno degli aspetti di maggiore criticità, a causa dell’eccessivo sfruttamento della falda acquifera, con la conseguente risalita del cuneo salino nelle zone costiere.
Recupero delle acque reflue ai fini del loro riutilizzo
In attuazione della Convenzione stipulata con il MATT, Sogesid ha realizzato le seguenti attività:
• identificazione delle fonti e delle opportunità di riutilizzo delle acque reflue;
• ricognizione di dettaglio degli impianti di depurazione identificati che presentano le migliori opportunità;
• individuazione delle migliori tecnologie di trattamento finalizzate al riuso ed il relativo dimensionamento delle fasi di trattamento;
• esame degli aspetti agronomico-colturali connessi al riutilizzo irriguo dei reflui depurati;
• costi di investimento e di gestione dei sistemi di trattamento, con analisi comparativa dei costi addizionali in relazione alla tipologia di trattamento;
• modelli di gestione ed i relativi modelli tariffari;
• analisi di dettaglio di alcuni casi di studio.
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Assistenza accordi di programma ex Art 17 L. 36/94
E’ stata svolta assistenza alle regioni Puglia e Basilicata, da parte del gruppo di tecnici operante presso la struttura Sogesid di Matera, che costituisce il nucleo di riferimento dell’Autorità di governo della risorsa idrica condivisa dalle due Regioni. In particolare sono state espletate:
- attività di studio ed analisi delle principali normative in materia di risorse idriche, elaborando, proposte e soluzioni tendenti a favorire un più puntuale approccio alle tematiche da parte degli Uffici Regionali preposti e del Comitato di Coordinamento.
• monitoraggio degli schemi idrici condivisi fra le due Regioni finalizzato all’ubicazione georeferenziata delle opere, in particolare di quelle di regolazione, e alla raccolta delle serie storiche di disponibilità/consumi, al fine dell’equa ripartizione annua delle risorse;
• realizzazione di un apposito SIT, denominato “AQUA-SIT”, destinato ad una utilizzazione strutturale delle conoscenze in vista dei processi decisionali;
• studi su alcuni nodi critici degli schemi al fine di formulare proposte per la programmazione degli interventi comuni.
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