Su 10 cantieri nella cittadina del ravennate, 8 interventi sono in fase esecutiva, 2 soni in fase in fase di validazione e autorizzazione propedeutica avvio lavori. Sogesid smentisce le ricostruzioni errate del Senatore Croatti e chiarisce lo stato di avanzamento dei lavori, già illustratogli in un precedente incontro istituzionale.
Roma, 18 giugno 2026 – In relazione alle affermazioni del Senatore Marco Croatti sugli interventi di ricostruzione e di messa in sicurezza idraulica nel Comune di Lugo, Sogesid ritiene utile fornire un aggiornamento puntuale e verificabile delle attività in corso presso il Comune di Lugo. Sogesid, in qualità di Soggetto Attuatore, gestisce a Lugo 10 interventi complessivi tra opere di ricostruzione e interventi di riduzione del rischio idraulico.
Contrariamente a quanto sostenuto, le progettazioni sono state sviluppate per la totalità dei 10 interventi: 8 hanno già superato la fase progettuale e si trovano nella fase esecutiva, mentre per i 2 interventi residui – le vasche di laminazione dei bacini “Canaletta di Budrio” e “Brignani” – la progettazione di fattibilità tecnico-economica è conclusa e in fase di validazione e autorizzazione, propedeutica all’avvio dei lavori. Particolare rilievo assume lo stato dei 6 interventi (degli otto in fase di esecuzione) finanziati con risorse PNRR, tutti conclusi o in ultimazione entro il 30 giugno 2026, nel pieno rispetto delle scadenze del Piano.
Sogesid ricorda inoltre che, su propria iniziativa, in data 19 maggio 2026 si era svolto presso la sede della Società un incontro istituzionale con il senatore Croatti e l’Amministratore Delegato Stravato, nel corso del quale i tecnici avevano illustrato in modo dettagliato lo stato di avanzamento di ciascun intervento; in quella sede non erano state formulate contestazioni puntuali ai dati presentati.
Sogesid conferma il proprio impegno operativo sul territorio e la piena disponibilità a proseguire il confronto istituzionale sulla base di dati verificabili e costantemente aggiornati.
Il caso di Lugo, una volta restituito ai suoi numeri reali, è solo un punto di partenza. Il ruolo di Sogesid su questi territori non è soltanto attuativo, ma anche propositivo: proprio dall’esperienza della ricostruzione nascono le condizioni per affrontare problemi strutturali che l’emergenza non ha creato, ma ha reso evidenti. È il caso dell’annosa questione delle terre e rocce da scavo, resa oggi particolarmente attuale dagli interventi sulle aste fluviali.
La risagomatura degli alvei, l’adeguamento delle arginature e la realizzazione di casse di espansione e vasche di laminazione mobilitano volumi ingenti di materiale di qualità che, per la frammentazione del sistema degli appalti, restano spesso inutilizzati mentre altri cantieri si approvvigionano da cava, con costi e ritardi evitabili.
Grazie al valore della collaborazione tra soggetti pubblici e alla regia delle competenze tecniche, Sogesid sta lavorando con gli altri soggetti attuatori a una soluzione operativa che faccia incontrare le terre prodotte e quelle necessarie nelle stesse aree e negli stessi tempi. Da questo caso puntuale prende forma un progetto più ambizioso: un sistema strutturato per la gestione di questa fattispecie, fino a una vera piattaforma di scambio del materiale tra i soggetti pubblici, capace di valorizzare le risorse, ridurre il consumo di nuova materia prima e sostenere i cronoprogrammi della ricostruzione. È, in sintesi, un percorso virtuoso: dalla corretta rappresentazione dei numeri di Lugo alla costruzione, insieme agli altri attori pubblici, di soluzioni destinate a restare patrimonio del Paese ben oltre l’emergenza.

